Pedagogia della genitorialità

“A voi, madri di famiglia, ed a voi che lo sarete un giorno, io mi rivolgo. Applicatevi, come prime educatrici, a migliorare le condizioni di esistenza dei vostri figli, voi concorrerete così a preparare una società più sana, più forte e più saggia di quella in mezzo alla quale viviamo” (A. Gonnelli-Cioni)
È un appello che il pedagogista Antonio Gonnelli-Cioni fa ai genitori già nel 1898; è un appello appassionato che suona come richiamo, espressione di un desiderio, di un auspicio, attento e rispettoso verso la persona a cui è rivolto, atto educativo sostenuto da valenze pedagogiche.
Sicuramente diverso rispetto a chi ha appellato i genitori “sbagliati”, sostenendo l’affermazione e il principio con l’utilizzo di questo appellativo nel dare titolo ad un libro: “Genitori sbagliati”.  Autore che comunque gode di buona compagnia con chi i genitori, in altre opere li addita e li mette sotto accusa, attribuisce loro difetti, e li definisce torturatori morali. C’è chi vuole “formare i genitori” e chi si sente in diritto di consigliarli, di indicare loro come affrontare le diverse situazioni in cui si trovano ad operare con difficoltà. Per “formare” i genitori molti professionisti utilizzano metodi e tecniche tratte da libri in commercio, volumi che indicano strategie, come mettere in pratica skill, abilità, capacità, competenze del buon genitore. Altrimenti se attratti dalla lettura di alcuni libri mettono in pratica gli slogan appresi: “siate una guida, non un capo”, “siate onesti sul vostro…”, e pure  […] spero che vi sia utile il vademecum che trovate a pagina […], nel quale ho raggruppato tutti i principali consigli.
In troppi coniugano la parola con l’arte di convincere, si accaniscono fino a stabilire quali debbano essere le decisioni più sagge da prendere, condizionano e subordinano, progettando le vie che una persona deve percorrere, fino a far nascere nella sua mente determinati sentimenti, pensieri e idee come se fossero propri. Pensando di edificare negli altri una forma di esistenza migliore, in troppi sostengono convinzioni, si propongono come guida ed elargiscono consigli.
Il pedagogista sostenuto da principi educativi e retto dai principi e dalla metodologia del Reflecting®, non attiva più questo modello comportamentale come l’esortare, ammonire e guidare i genitori a trovare le soluzioni ritenute più adatte per farli uscire dalla loro triste situazione di incapaci nel saper fare il loro “mestiere”, egli ravvisa nell’individuo la qualità di essere che può progredire per questo si attiva per aiutarlo, agevolarlo, destare la sua personalità, attingere alla sua fonte viva di significati e di risorse, fino a fargli acquisire un adeguato stile relazionale e comunicativo.