La domanda è legittima: È pronta l’Università per formare i Pedagogisti e gli Educatori pedagogici?
Finora il titolo che l’Università ha rilasciato è stato un titolo accademico, tanto che i possessori erano destinati a dichiararsi dottori in Pedagogia e non Pedagogisti. Il salto di qualità con la L.4/2013 e oggi con la L.15 aprile 2024 n.55, è tanto e immediato, ed è d’obbligo quindi chiederci se sarà altrettanto immediata l’Università nell’accogliere il cambiamento e colmare l’inadeguatezza della formazione a cui abbiamo assistito fino ad oggi. Ciò porta con sé il significato di trovare docenti nuovi e diversi che abbiano essi stessi in primis una formazione professionale autentica, e offrire apprendimenti basati sull’esperienza, garanzia per i neo professionisti che dovranno acquisire competenze e capacità nel mettere in pratica modalità efficaci.
Formare professionisti
L’Università non deve dimenticare che la formazione è l’unico strumento per entrare competitivi nel mondo del lavoro, e di questo se ne assume ogni responsabilità. Sanare il divario tra essere ciò che è per un diverso divenire, non solo obbliga ad avere docenti che siano al tempo stesso dei professionisti, ma significa anche dare alla ricerca e alla sperimentazione un riconoscimento non dubbio, accaniti nel soddisfare l’impegno di offrire ai neo professionisti metodi, tecniche e strumentari propri che si rendono indispensabili per evitare l’incresciosa incetta di metodi e strumentari che sono propri di altre categorie professionali e che rendono la professione ibrida e non autentica. Soprattutto l’Università ha ora l’obbligo di mettere in discussione tutto ciò che fino adesso è stato dato per acquisito, formare dei professionisti e promuovere una ribellione nel dare forma ad una scienza orientata al futuro di queste professioni.